Archivio mensile : Marzo 2015

Le Associazioni

[mp_row] [mp_span col="12"] [mp_code margin="none,none,none,none"] È nato il COORDINAMENTO CUORI UNITI ITALIA. Tante Associazioni cooperano per un solo obiettivo: aiutare il paziente cardiopatico congenito nella vita e nei diritti. Una rete capillare, uno scambio di idee per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia. Per crescere, per fare crescere. Sotto l'elenco delle associazioni, e la relativa città di appartenenza. [/mp_code] [/mp_span] [/mp_row] [mp_row] [mp_span col="6"] [mp_button text="ASSOCIAZIONE...
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Le cardiopatie

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Cosa sono le cardiopatie congenite

[/mp_heading] [/mp_span_inner] [/mp_row_inner] [mp_row_inner] [mp_span_inner col="12"] [mp_text margin="none,none,none,none"] Le cardiopatie congenite sono malformazioni semplici o complesse che interessano l' Per saperne di più

L’invalidità civile

Si considerano invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni fisica, psichica o sensoriale, che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. La legge 104 e richiesta d’invalidità, in alcuni casi deve essere un diritto per i nostri bimbi cardiopatici. Un diritto perché a volte i nostri bimbi non possono essere mandati all’asilo nido, molto spesso non possono essere lasciati ad una tata o molto più semplicemente ai nonni, perché solo un genitore conosce la malattia del figlio e soprattutto nei primi mesi, quando ancora deve subire l’intervento definitivo in attesa di raggiungere un peso ottimale, solo una mamma e un papà possono capire i segnali della sua malattia. Ecco allora la legge 104 e invalidità civile, un diritto per aiutare economicamente i genitori che dovrebbero tornare a lavorare ma non possono, per aiutare le mille trasferte in ospedale, a volte dovendosi pagare l’alloggio per stare vicino ai loro figli durante gli interventi. Purtroppo diritto che molti genitori non conoscono perché il loro unico pensiero e forza è accudire il loro bimbo.

Ed ecco che si va’ incontro a problemi con il datore di lavoro, soprattutto per i papà, ferie permessi…e nelle situazioni più gravi, rischiano di lasciare le mamme sole con il proprio bimbo in ospedale perché non possono più rimanere a casa dal lavoro…. Allora anche se difficile, anche se la mente non riesce a pensare ad altro se non a curare il proprio bambino, consigli e link su come ottenere l’invalidità civile e legge 104.

quando richiederla

Se scoprire la cardiopatia in gravidanza (anche se difficilissimo) poco prima che il figlio nasca, cercatevi un pediatra raccontategli la storia e appena nasce fategli preparare il certificato d’invalidità. Dopodiché fate subito la richiesta alla vostra ASL di competenza, accelerare i tempi appena nasce vi permetterà di ricevere al più presto l’invalidità e permessi, sono soprattutto i primi mesi che i genitori hanno bisogno dei permessi, perché i bimbi hanno bisogno di ricoveri, visite interventi.

cosa vi aspetta

Per prima cosa vi spiego i due tipi d’invalidità che possono esservi riconosciute: Indennità di accompagnamento e indennità di frequenza sono due provvidenze che possono essere accordate ai minori, ma sono incompatibili tra loro, non è possibile cioè per un minore percepire contemporaneamente entrambe. Il diritto all’indennità di frequenza viene riconosciuto quando nel verbale rilasciato dalla commissione ASL è segnata la voce “Minore con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età”, mentre il diritto all’indennità di accompagnamento è dato quando è segnata la voce: “100% di inabilità lavorativa con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”. L’incompatibilità tra le due provvidenze economiche è esplicitata dall’art. 3 della legge n. 289, 11 ottobre 1990. Qui vi racconto la mia battaglia personale con INSP. Purtroppo richiedere un’invalidità per un bimbo cardiopatico non è così scontato. Non è una malattia che si vede. Alla visita con il medico dell’INPS per la verifica dell’invalidità, appena il medico è entrato a casa mia(perché ho fatto la richiesta di ricevere il medico a casa in quanto era pericoloso per mio figlio frequentare luoghi pubblici) mi chiese dov’era l’anziano invalido!! E io con molto sorpresa indico la carrozzina e dico: è mio figlio l’invalido (non aveva neanche letto la data di nascita). Lo stesso CAF mi disse che la legge 104 forse l’avrei ottenuta, ma l’assegno di Invalidità no, perché non si dà. LOTTATE PER OTTENERE L’INVALIDITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO, fino a che il bimbo è piccolo e non potrà andare a scuola. Vostro figlio non è in grado di essere accudito da persone diverse dai genitori. Dopo pochi mesi ottenni l’indennità di frequenza, cioè equivale a dire nessun assegno perché mio figlio non andava a scuola e forse non ci sarebbe mai potuto andare fino all’età di 6 anni. Quindi che invalidità era? Il consiglio che vi dò è che alla visita con il medico dell’INPS lottate per far capire cosa ha vostro figlio, che vita conducete e che spese dovete sostenere per recarvi spesso in ospedale, io non l’ho fatto innocente del fatto che le istituzioni capissero, sbagliavo! Ottenni l’indennità di frequenza, quindi con molta fatica e caparbietà dimostrai (tramite certificato del suo cardiologo) che lui frequentava l’ospedale regolarmente (il minimo è 2 volte al mese) per terapie (le visite dovevano controllare il suo stato e capire se la terapia andasse bene) e controlli. Mi concessero l’assegno mensile. Ho parlato con molte mamme, tantissime ignare del fatto che potessero avere un aiuto da parte dello stato. Ignare del fatto che i loro papà potessero stare a casa 3 giorni al mese per accompagnare i figli in ospedale. Lottate urlate è un diritto che vi spetta! Nella sezione Associazioni, abbiamo inserito per i più grandi ospedali di riferimento le associazioni che operano in reparto. Da loro potete trovare aiuti preziosi, sia di carattere pratico che morale psicologico.

Ovviamente questa è la mia esperienza personale, ogni malato ha una storia a se, tentare però è un nostro diritto.

amaLO